Come Fare Personal Branding Su Linkedin

Come Fare Personal Branding Su Linkedin

LinkedIn è il Social Network per eccellenza in ambito lavorativo. Come creare valore alla propria esperienza lavorativa? Quali strategie utilizzare per aumentare le possibilità di trovare lavoro?

Il primo e fondamentale passo

Sembra banale ma un profilo LinkedIn non aggiornato, con i dati anagrafici mancanti o con una fotografia non professionale limita di molto la possibilità di distinguersi da figure professionali simili. È quindi molto importante completare in modo corretto ed esaustivo le informazioni che riguardano il proprio lavoro e le proprie skills. Altro punto importante è quello di inserire competenze in linea con il proprio profilo e con lo scenario futuro prospettato. Un errore frequente è quello di vedere profili LinkedIn in cui le competenze sono inserite in modo confusionario, inutile inserire 20 o 30 competenze, inseriamo solo quelle effettivamente in linea con il nostro profilo. In una fase di Headhunting le competenze sono di fondamentale importanza in quanto i recruiter utilizzano le stesse come keyword per trovare i profili in linea con le varie offerte lavorative

LinkedIn non è una copia digitale del Cv

Il profilo LinkedIn è stato correttamente creato, abbiamo inserito correttamente tutte le informazioni riguardo al nostro lavoro e istruzione e poi? Bisogna creare una strategia di self-nurturing. LinkedIn non è una copia digitale del nostro Cv. Iscriversi ai gruppi che trattano temi inerenti alla propria professione, interagire con la community con idee, commenti e spunti di riflessione. Molto importante è il Riepilogo, che è la prima parte ad essere vista del profilo. In questa parte si ha la possibilità di descrivere in modo sintetico la propria esperienza lavorativa ed eventualmente inserire collegamenti a propri lavori o al proprio portfolio/website.

Seguire una linea editoriale organizzata e focus oriented

Costruire un percorso di Personal Branding non è complesso, basta essere costanti, seguire una strategia orientata a uno specifico obiettivo e trattare temi in cui si è competenti. LinkedIn offre una vasta possibilità di opportunità per coltivare il rapporto con la propria community di riferimento. È possibile scrivere e condividere articoli, condividere materiale e mostrare apprezzamento a contenuti condivisi da altri. Recentemente sono state introdotte le reactions che consentono di esprimere una preferenza più accurata alla tipologia di contenuto. Un consiglio è quello di pianificare per tempo quanto si intende pubblicare, seguendo una linearità editoriale (ad esempio pubblicare i propri post in giorni ed orari prestabiliti). Tale strategia consente di creare valore al proprio profilo, stimolando l’interesse e la fiducia dei propri followers. Analizzando gli insights di LinkedIn è possibile vedere in quali orari e giorni i nostri contatti sono più attivi e programmare di conseguenza la nostra pianificazione.

Essere unici fa la differenza

Il condividere contenuti di altre persone commentare ed esprimere la propria opinione è sicuramente di grande importanza ma non è sufficiente se vogliamo essere Brand Ambassador di noi stessi, portando le persone a condividere i nostri contenuti che dovranno avere un carattere di autenticità e comunicare le esperienze personali che hanno contraddistinto e contraddistinguono il nostro percorso.

Utilizzare una foto professionale senza “dimenticarsi” dell’immagine di copertina

Immaginate di avere un’azienda, sareste felici di avere l’ingresso disordinato. Che idea si farebbero i vostri clienti? Sicuramente non un’idea positiva. Vale lo stesso discorso per l’immagine del profilo, deve rispecchiare la vostra persona e il vostro background professionale. In linea di massima è consigliata una foto professionale e in un contesto appropriato. Altro punto importante è l’immagine di copertina, capita di frequente che non venga impostata, è invece un ottimo strumento per riassumere in un’immagine il proprio contesto lavorativo, suscitando interesse verso il profilo.

Concludendo con un esempio: immaginiamoci di avere un terreno dove vogliamo piantare della verdura e successivamente venderla. Bisognerà inizialmente procedere con la semina, che possiamo raffigurare come la pianificazione editoriale. Successivamente, quando sarà nata la verdura, bisognerà coltivarla e prendersene cura, che possiamo raffigurare come la strategia di personal branding e successivamente venderla.

 

 

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