COME CALCOLARE IL ROI PER IL RECLUTAMENTO?

“Beh, è costoso! Se lo facciamo da soli non cosa niente.”
Sentiamo questa frase tante volte quando discutiamo dei prezzi del servizio di ricerca e selezione del personale. Eppure, se un’ azienda gestisse da sola il reclutamento, capirebbe che è praticamente impossibile evitare i costi.


Ma come calcolare allora il ROI (Return on Investment) per il reclutamento? In questo articolo, affrontiamo quattro aspetti che riteniamo fondamentali.

COSTI PRIMA DELLA FIRMA DEL CONTRATTO DI LAVORO

Questi sono, ad esempio, i costi dei media da sostenere per una campagna di reclutamento.
Oppure, nel caso di assunzioni internazionali si devono considerare le spese di viaggio, che possono anche svolgere un ruolo significativo quando una o più persone devono spostarsi in aereo per raggiungere il paese e le città di destinazione per sostenere i colloqui.

TEMPO SPESO PER LA SELEZIONE

Quante persone e quante ore di lavoro devono essere impiegate per il reclutamento di una nuova risorsa?
E’ importante prestare attenzione a questo, soprattutto quando un’azienda non dispone di un ufficio dedicato alle Risorse Umane e allora, qualcuno deve ricoprire queste funzioni, togliendo tempo ad altre attività.
Di solito, quando le aziende iniziano a calcolare questo, si rendono presto conto che reclutare nuove persone non è così semplice, economico e sicuramente non gratuito.

IL SUCCESSO DI UN NUOVO DIPENDENTE IN AZIENDA

Quando parliamo con le aziende clienti, alcuni sono ben consapevoli di quanto tempo impieghi di solito un nuovo dipendente a diventare produttivo in una posizione specifica.
Nel caso dei venditori, ad esempio, si calcola il pareggio generalmente tra il sesto e il dodicesimo mese e il rimborso tra il nono e il quindicesimo. Dopo di che, il nuovo venditore inizia effettivamente ad esser redditizio per l’azienda. Per questo molte realtà dovrebbero poter trattenere i nuovi assunti almeno per due anni.

FIDELIZZAZIONE DEI DIPENDENTI

Mantenere i buoni dipendenti in azienda è la chiave per il successo e la crescita aziendale. Se un dipendente appena assunto lascia l’azienda dopo alcuni mesi, potrebbe non avere un effetto molto positivo sul ROI. Costi delle cosiddette assunzioni sbagliate/cattive assunzioni.
Il costo medio di una cattiva assunzione arriva fino al 30% dello stipendio del primo anno del dipendente + i costi.

Esempio: una società assume un nuovo venditore che guadagnerà 6.000 € al mese. Ciò significherebbe 72.000 € come stipendio lordo, il che significherebbe il costo totale di circa 100.000 € per l’azienda, quando tutti i costi sono inclusi.
Nel momento in cui la nuova risorse inizia, entro i primi mesi i costi per l’azienda si aggirano intorno ai 30.000 €. Anche se, questa è una stima molto approssimativa, perché quando si somma il tempo che è stato speso per il processo di reclutamento, selezione, inserimento, ecc., otterremo tutt’altro numero.
Se si aggiunge che l’intero processo deve essere rifatto e l’azienda ha perso forse 6 mesi di tempo per la ricerca e adesso bisogna partire da zero, siamo nella situazione in cui è quasi meglio non calcolare i costi totali…

Ecco perché spesso si dice che un nuovo dipendente debba rimanere in azienda per almeno due anni, affinché il reclutamento sia considerato positivo. Ciò è particolarmente vero quando si tratta di reclutamento almeno a livello di esperti, dove un turnover eccessivo e rapido è molto dannoso per le imprese.

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